[AEROGRAFI - Componenti e Tecniche d'uso]



airbrush

Componenti
1.
Cappelletto dell'ago; 2. Cappelletto dell'ugello; 3. Ugello; 4. Corpo; 5. Anellino dell'ago; 6. Bottone principale; 7. Pulsante del bottone; 8. Ago; 12. Mandrino dell'ago; 13. Molla dell'ago; 14. Arresto della molla; 15. Vite ferma-ago; 16. Cappuccio di coda; 17. Mandrino del pistone; 18. Corpo della valvola; 19. Guida superiore della valvola; 20. Guida inferiore della valvola; 21. Anello della valvola; 22. Fermo della valvola; 23. Molla della valvola; 24. Raccordo zigrinato; 25. Innesto del raccordo zigrinato

Introduzione
L'uso dell'aerografo si è diffuso molto nei tempi più recenti e si sta diffondendo sempre più anche in campi non tradizionali.
Le magnifiche sfumature che si possono ottenere - irrealizzabili con qualsiasi pennello o metodo tradizionale - lo rendono un indispensabile strumento nel campo della grafica, del disegno, delle illustrazioni, del ritocco fotografico, nella pubblicità, nel modellismo, ecc.
Per il raggiungimento di elevati livelli artistici, grande maestra è l'esperienza, ma di fondamentale importanza è la validità e la scelta dello strumento: il diametro dell'ugello, la capacità del serbatoio, il tipo di comando e la sua regolazione sono gli elementi basilari per un valido orientamento, tenendo presente che con l'ago più fine (mm. 0,20) si può ottenere un segno fino a 1/5 di millimetro per delicatissimi lavori di grafica con inchiostri o colori fluidi, mentre l'ago da mm. 0,25 trova più vaste e generali applicazioni, e quello da mm. 0,30 può essere usato anche per colori acrilici.

Bombole
Le bombole hanno avuto una svolta clamorosa con l'utilizzazione del "freon 12", gas liquido, non tossico, non corrosivo, non infiammabile, senza colore, senza odore che, trasformandosi in stato gassoso, a contatto con l'atmosfera centuplica il suo volume. Con tale propellente, le bombole oggi sono caratterizzate da un basso costo iniziale, dimensioni ridotte, indipendenza dalla corrente elettrica, facilità d'uso e assoluta silenziosità.
L'autonomia delle bombole è ovviamente condizionata da molti fattori: la quantità del contenuto, il tipo di aerografo, la misura dell'ugello, la pressione di esercizio, la temperatura esterna ed interna. Il sistema di collegamento più semplice ed anche il più economico, è quello di avvitare direttamente l'aerografo alla bombola, costituendo così un unico complesso compatto; ovviamente è indispensabile usare appositi raccordi. Altro sistema molto diffuso è quello di applicare alla bombola una valvola a volantino da collegare all'aerografo mediante un tubetto flessibile per il passaggio dell'aria. Ovviamente in tal caso è la sola aeropenna ad essere impugnata.
Merita un cenno particolare una nuovissima realizzazione: il "flussometro" (apparecchiatura
particolare con regolatore-stabilizzatore di pressione e manometro) che rende assai valido l'uso delle bombole in quanto assicura la costanza della pressione e consente risultati altamente professionali, evitando altresì dispersioni d'aria.

Compressori
Nei casi di applicazioni professionali, artigianali, industriali - in cui occorra una disponibilità d'aria continua - un adatto compressore rappresenta la soluzione più idonea.
Per l'uso specifico con aeropenne, i professionisti sono soliti corredare i suddetti compressori con un particolare accessorio porta-aeropenne "Multiset" con valvola, manometro e separatore di condensa. Un ulteriore progresso tecnico si è realizzato con compressori specialmente compatti, senza serbatoio, che uniscono al volume ridotto l'assoluta silenziosità.

Condotta d'uso
Come norme generali, tener presenti queste regole basilari:
- far eseguire all'aeropenna movimenti paralleli al lavoro, mantenendola equidistante dalla superficie di spruzzo;
- non far ruotare il polso ad arco, ma procedere linearmente;
- non sostare con l'aeropenna funzionante all'inizio o alla fine di un tratto di sfumatura per non creare diversa intensità di spruzzo fra le estremità e il centro;
- non usare colore troppo denso: causerebbe uno spruzzo granuloso, qualora non ostruisse addirittura l'ugello; nemmeno però usare colore troppo diluito perché potrebbe deformare la carta. Occorrerebbe in tale eventualità spruzzarne una minore quantità o azionare l'aeropenna più rapidamente; non spruzzare troppo colore da molto vicino: causerebbe la spruzzatura cosiddetta "millepiedi" niente affatto artistica! E' quasi sempre preferibile ottenere le tonalità desiderate mediante più passate leggere che con una sola pesante; all'inizio del lavoro premere solo il pulsante dell'aria - prima di far uscire anche il colore - sia per soffiare sul lavoro e pulirlo da eventuale pulviscolo, sia per eliminare la possibile pressione in eccesso nel tubo dell'aria, e poter poi mantenere una pressione costante; la sequenza dei comandi del pulsante deve essere:
inizio: 1 - apertura aria, 2 - apertura colore; fine: 1 - chiusura colore, 2 - chiusura aria.
Quando il lavoro si presenta ad intervalli ed occorre appoggiare l'aerografo per brevi soste, sarà opportuno munirsi di un portaeropenne da tavolo, con ganci orientabili, o di un portaeropenne da tecnigrafo (con o senza portabombole) se il tavolo dovesse essere inclinato.

Pressione
La pressione di solito più indicata è compresa fra le atm. 1 Vi -2. Può però variare a seconda della densità del colore, della distanza dal lavoro, degli effetti che si intendono raggiungere, tenendo presente che una pressione troppo bassa potrebbe polverizzare insufficientemente; se troppo alta potrebbe tuttavia risentirne la delicatezza della sfumatura. Ove non sia sufficiente l'esperienza d'uso, i manometri saranno preziosi per una appropriata condotta. Per quanto riguarda le bombole, tener presente che - per noto fenomeno fisico - la loro temperatura tende ad abbassarsi con l'uscita del gas (mentre per contro il rialzo della temperatura provoca aumento rapido di pressione) per cui chi fa uso frequente di bombole è solito lavorare ad intervalli per beneficiare di frequenti "risalite", che alcuni usano affrettare con il calore naturale della mano.

Colori
Una grande quantità di tipi può essere spruzzata con le aeropenne (inchiostri colorati, tempera, colori ad acqua, colori da disegno, colori acrilici, colori ad olio, lacche ecc.) ovviamente in quanto l'aeropenna abbia un ugello adatto, specie per i tipi di rapida essiccazione. L'opportuna diluizione del colore è elemento della massima importanza. Essa varia a seconda dei tipi, della qualità, delle marche: si va dagli inchiostri - che sono generalmente forniti in boccette pronte all'uso - ai colori in vasetti o in tubetti che devono essere allungati anche del 300/400 per cento per presentarsi nella densità ottimale per le aeropenne che è paragonabile a quella del latte.
I diluenti saranno rispettivamente acqua, acquaragia, alcool minerali, solvente nitro, acetone, ecc. a seconda dei prodotti.
Qualora il colore presentasse dei grumi, occorre cercare di scioglierli con una spatola; comunque il prodotto dovrebbe essere filtrato con una rete finissima. Molti usano a tale scopo un ritaglio di calza di nylon da signora.

Mascheratura
Un accenno particolare merita la "mascheratura", che consiste nell'isolare eventualmente dalla sfumatura dell'aeropenna le superfici che non devono essere coperte. Vi si provvede generalmente con apposite pellicole trasparenti adesive o con specifici nastri adesivi.

Inizio del lavoro
Prima di iniziare qualsiasi spruzzatura è bene accertarsi (con acqua pura, alcool, o diluente - a seconda del materiale che verrà poi spruzzato) dell'ottimo funzionamento iniziale dell'aeropenna. Per chi fosse poco pratico è anche opportuno che le prime spruzzature vengano fatte con inchiostri pronti all'uso, che hanno generalmente un diluente ineguagliabile: l'acqua. Specie all'inizio tener comunque presente di non immettere colori troppo densi o a rapidissima essiccazione (acrilici) che potrebbero otturare l'ugello ove non fosse immediatamente provveduto alla relativa pulizia o fosse di diametro troppo piccolo (raccomandabile 0,30).

L'impugnatura
Appoggiare l'indice sul bottone-pulsante e il pollice sul corpo dell'aeropenna così come si terrebbe una matita: le tre dita restanti posarle leggermente sulla parte inferiore dell'aeropenna. Con una corretta posizione delle braccia e del pugno, la mano prenderà naturalmente l'abitudine a questa posizione. Altro metodo è quello di posare il pollice sul bottone-pulsante e l'indice sulla punta dell'aeropenna, tenendo la parte inferiore con le tre dita restanti. Questo metodo è più conveniente in caso di sfumature perpendicolari o lavori di parecchie ore.

Funzionamento del bottone-pulsante
II bottone-pulsante è destinato a due funzioni: a) premendolo verso il basso si libera l'aria; b) tirandolo all'indietro si vaporizza il colore.
Il bottone ha dunque due funzioni distinte e la vaporizzazione sviluppa linee più strette o più larghe a seconda del grado di tensione. Nel caso di linee extra fini occorre avvicinare molto la punta dell'ago alla superficie del disegno e tirare il bottone gradualmente; per linee più larghe l'aeropenna deve essere progressivamente allontanata dal disegno.

Tecnica e sfumature
II colore dovrà essere applicato in strati molto più fini che non con applicazioni a pennello. Piuttosto che applicare uno strato spesso in una sola volta è preferibile applicare successivamente due o tre strati leggeri per esser certi di ottenere una finitura perfetta. A seconda della distanza fra la superficie del disegno e la punta dell'aeropenna, viene modificata la dimensione della sfumatura.
1 - Per disegnare linee extra fini, avvicinare la punta dell'ago il più possibile, cioè a circa mezzo centimetro.
2 - Per superfici strette, mantenere l'aeropenna a circa 4 centimetri di distanza.
3 - Per disegni su superfici di grande larghezza è preferibile vaporizzare da una distanza superiore a 7 centimetri.
4 - Per ottenere motivi a puntini o effetti irregolari o di pelle di pesca, togliere i cappelletti (1 e 2) e spruzzare con l'ugello libero.
Quando la sfumatura ad aria di linee delicate continua per un lungo periodo, la tinta originale della vaporizzazione può modificarsi perché nei punti di passaggio più ridotti dove l'aria e il colore si mescolano (cappelletto dell'ago, ugello, ago), parte del colore si secca. In questi casi sostituire il colore, pulendo bene prima le parti suddette.


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