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Per tutte le principali tipologie di colori in commercio (olio, tempere, acrilici o acquarelli) sono disponibili diverse serie, anche della stessa marca, che presentano notevoli differenze di prezzo tra loro. Per fare chiarezza e agevolare la scelta durante l'acquisto, vediamo in dettaglio quali sono le principali caratteristiche che ne determinano il costo:

Uso scolastico/amatoriale o uso professionale

Il primo fattore da considerare quando si acquistano dei colori è ovviamente l'utilizzo a cui sono destinati. Ad esempio per esercitarsi nei corsi di educazione artistica o per il primi approcci alle diverse tecniche pittoriche, ci orienteremo quasi sempre sulle serie di colori più economiche o cosiddette "da studio".

Se invece siamo già pittori o decoratori esperti oppure frequentiamo una scuola d'arte e abbiamo l'esigenza di realizzare un'opera che si conservi il più possibile inalterata nel tempo, è necessario orientarsi sulle serie di colori professionali o "Extra-fini" che garantiscono migliori risultati e una resa cromatica più ampia e soddisfacente.
Come si può facilmente intuire, le diverse esigenze comportano caratteristiche dei materiali anche molto diverse.

Assortimento dei colori disponibili per ogni serie 

La prima differenza che possiamo apprezzare già prima di utilizzare o di acquistare un colore, è l'ampiezza della gamma di colori disponibili per ogni serie. Nei negozi specializzati è buona norma mostrare al cliente le cartelle colore per ogni serie o marchio di colori (quasi sempre le cartelle colore sono fatte a mano e con campioni di colore autentici e non con inchiostri tipografici).
Confrontando le cartelle colore "da studio" o "extra-fini" noteremo subito che, a parità di tipologia di colori, sia la gamma di tonalità disponibili che la loro intensità e luminosità è molto diversa: le serie da studio hanno una gamma di tonalità ridotta (max. 40/50 colori) mentre nelle serie professionali la gamma di sfumature disponibili supera spesso le 100 tinte; anche le differenze in termini di varietà, brillantezza, e profondità di ogni colore è molto evidente anche ad un primo sguardo: nelle cartelle delle serie da studio noteremo subito che i colori appaiono più spenti e la gamma delle tonalità per ogni colore è limitata.

Qualità e caratteristiche delle materie prime utilizzate (pigmenti coloranti e leganti)

La notevoli differenze descritte in precedenza sono da attribuirsi principalmente alla natura e qualità dei pigmenti coloranti utilizzati: nelle serie da studio, per poter mettere in commercio un prodotto concorrenziale, si utilizzano pigmenti che hanno un costo di produzione più o meno equivalente per ogni tonalità (spesso sono gli stessi pigmenti utilizzati per vernici e idropitture industriali); ne consegue che la gamma di sfumature disponibili non potrà essere troppo ampia poiché per la produzione di questi pigmenti (molto spesso di natura organica) si utilizzano prevalentemente composti facilmente reperibili in natura.

Nelle serie di colori professionali o extra-fini si utilizzano invece una serie di pigmenti "rari" dal costo anche molto elevato, prodotti da sostanze più pregiate come cadmio, cromo, manganese, cobalto, ecc. Per garantire ai colori caratteristiche stabili nel tempo, spesso si tende a realizzare tinte mono pigmento, ovvero prodotte senza miscelare più pigmenti che potrebbero alterarne la natura quando mescolati. Ogni pigmento infatti può avere differenti caratteristiche soprattutto in termini di resa, copertura (o coprenza), potere colorante e stabilità nel tempo e alla luce.


Legenda
Le caratteristiche di cui sopra, sono quasi sempre esplicitate nelle cartelle colori (oltre che sui tubetti) con una simbologia standard, ovvero:
Un quadratino vuoto = Colore trasparente; con linea in diagonale = Colore Semitrasparente; con linea diagonale che determina un triangolo vuoto e uno pieno = Colore Semicoprente; un quadratino pieno = massimo grado di coprenza del colore.

Un altra simbologia standard, presente sempre in cartella colore e sulle etichette, è l'asterisco (o stellina) che rappresenta la stabilità nel tempo: più è alto il numero di questi asterischi, maggiore sarà nel tempo la stabilità del colore alla luce.

Ovviamente anche la qualità dei leganti utilizzati per la produzione dei colori (olii, cere, gomma arabica o resine acriliche) può influire sui costi e influire nella differenza di prezzo tra le serie da studio e quelle professionali.

Prezzo e formati disponibili

Tutte le differenze esaminate comportano una diversa fascia di prezzo, sia per il produttore di colori che per l'utilizzatore finale. Le serie da studio, salvo rari casi (tinte metalliche o fluorescenti) hanno il medesimo prezzo per ogni tinta disponibile in cartella, mentre nelle serie professionali, i prezzi sono differenti in base al colore/pigmento utilizzato in produzione e le fasce di prezzo sono sempre raggruppate in 3,4,5 o più gruppi di prezzo all'interno della stessa serie di colori.
Tale raggruppamento di prezzo è visibile sia in cartella colore che sull'etichetta, sempre con una terminologia standard: Gr.1, Gr.2, Gr.3 ecc. dove "Gr." è l'abbreviazione della parola "Gruppo".

Ogni marca in commercio può avere prezzi molto diversi anche a parità di formato del tubo (riportato sulle etichette con l'unità di misura del contenuto in "ml."=millilitri).
Il prezzo di un tubo di colore ad olio nelle serie da studio, ad esempio da 60 ml., può variare ad oggi da 7 a 10 € mentre, per le serie professionali, il primo gruppo di prezzo può partire da ca. 12/15 € fino ad arrivare anche a 50€ o più.
Fortunatamente la maggior parte delle tinte appartiene ai primi gruppi di prezzo e solo alcuni colori sono molto costosi (tipicamente i cadmi autentici, sia gialli che rossi, i blu di cobalto o ceruleo, e pochissimi altri).
Tali differenze sono presenti anche nelle altre tipologie di colori professionali (acrilico, acquarello e tempere) con prezzi delle varie fasce proporzionalmente diversi dai colori ad olio, ma sempre raggruppati in fasce di prezzo.